Gli sconfinamenti in territorio europeo della guerra del Cremlino contro l’Ucraina hanno toccato un nuovo picco. Verso le due di notte di ieri infatti un drone ha colpito un condominio residenziale a Galati, in Romania, ferendo due persone. Attraverso il suo impatto, l’ordigno – con tutta probabilità di provenienza russa e parte di un più ampio “sciame” lanciato da Mosca per colpire diverse regioni ucraine – ha provocato un incendio al decimo piano dell’edificio, marcando quella che è forse la prima volta dall’inizio del conflitto in cui si verificano conseguenze su civili nello spazio Nato per questo tipo di attacchi (a novembre del 2022 in Polonia persero la vita due contadini, a causa però di detriti missilistici).

VA DA SÉ CHE LA REAZIONE delle autorità di Bucarest sia stata per nulla accondiscendente. Il ministero degli affari esteri ha accusato Mosca di aver messo in atto «una escalation grave e irresponsabile». Il presidente Nicosur Dan ha convocato in mattinata il consiglio di sicurezza, in seguito al quale si è deciso per l’espulsione del console generale russo a Costanza e per la chiusura del consolato. Poi la visita ufficiale sul luogo dell’evento – da cui arrivano anche le scosse e impaurite testimonianze dei residenti.