La “rigenerazione urbana” di Milano poggia anche sul lavoro di persone in schiavitù. Nell’area dell’ex Tiro a Segno è in costruzione il palazzo del consolato americano, che dovrebbe essere ultimato nel 2028. Un’opera faraonica, come è nello stile della presidenza Usa, dislocata su 40 mila metri quadrati, per una spesa di almeno 351 milioni di dollari. In questa cifra non è conteggiato il costo del lavoro perché, come ha stabilito la procura di Milano, la ditta costruttrice impiegava stranieri in condizione di para schiavitù e minacciati.

I PUBBLICI MINISTERI Paolo Storari e Mauro Clerici hanno messo sotto controllo giudiziario per sospetto caporalato e sfruttamento dei lavoratori la società edile statunitense Caddell (un colosso del settore con un fatturato di 1 miliardo e mezzo di dollari e una sede in Italia, sempre a Milano, fin dal 2021) e il suo responsabile, il manager di origine turca Ulas Demir. Secondo i magistrati, l’impresa aveva predisposto un piano criminale per avere forza lavoro migrante in Italia. Un piano basato sulla tratta delle persone, la riscossione di pizzo e minacce. La Caddell avrebbe adottato «una politica di impresa che accetta lo sfruttamento dei lavoratori come modalità di produzione, con conseguente risparmio sul costo del lavoro», hanno scritto i pm nell’atto.