«Porto Torres ha la fortuna di avere una storia fondativa, una storia profonda che rende speciale questa città». Sono le parole del giornalista Pietro Masala che ha moderato nella sala Filippo Canu di Porto Torres, giovedì 28 maggio, la presentazione del volume “Martyres. Un fumetto tra storia, mito, culto e tradizione”, il primo fumetto interamente dedicato ai Santi Martiri Turritani, pubblicato da Jeieffe Edizioni, nuova realtà editoriale nata proprio in città.

L’opera, realizzata da Antonello Lutzoni e Mario Fundoni con un saggio storico affidato all’epigrafista e gliptografo Giuseppe Piras, nasce dalle intuizioni e dalla sceneggiatura dello studioso, scrittore e commediografo, Gian Paolo Bazzoni, più volte ricordato nel corso della serata con grande commozione.

«Tutto parte dal lavoro di Gian Paolo, oggi lui non c’è più ma è qui con noi», ha sottolineato Mario Fundoni spiegando come il fumetto riporti i protagonisti «nella Turris del 303 dopo Cristo». «La storia di San Gavino è radicata nella nostra cultura, i santi martiri hanno vissuto la nostra Turris». Masala ha evidenziato il valore culturale e identitario del progetto, definendo il fumetto «una modalità che sarà valida anche fra due secoli, una nuova forma che rimarrà eterna». Un’opera capace di raccontare la storia dei martiri Gavino, Proto e Gianuario attraverso «una lettura piacevole, che si legge tutta d’un fiato», arricchita anche da una sezione finale dedicata al “dietro le quinte” del lavoro creativo. A portare i saluti dell’amministrazione comunale è stata l’assessora alla Cultura Maria Bastiana Cocco. Antonello Lutzoni ha raccontato la lunga e complessa lavorazione del progetto: «Il problema erano le fonti, abbiamo lavorato alla creazione della sceneggiatura in corsa». Un lavoro completamente artigianale: «Tutto fatto a mano, nessuna AI. Noi lavoriamo sulla tavola, se sbagliamo si riprende da capo». Una gestazione durata due anni, ripresa dopo la scomparsa di Bazzoni: «Quando Gian Paolo ci ha lasciato questo fumetto era finito in un cassetto, poi abbiamo deciso di riprenderlo in mano anche per onorare il suo lavoro».