«Celebriamo i Santi Martiri, esempio di coraggio, a cui è dedicata la nostra Basilica, monumento nazionale e prova della continuità di culto millenario che non si è mai interrotto. È il segno di una grande eredità culturale, spirituale e religiosa, un momento di festa che vede unite le quattro parrocchie di questa comunità». Parole pronunciate durante la celebrazione eucaristica, presieduta da monsignor Salvatore Masia e concelebrata dai parroci e sacerdoti e della città' – don Andrea Stara, don Boniface Da e don Michele Murgia e don Giuseppe Pisanu della diocesi di Bosa - davanti ai simulacri lignei dei tre Martiri turritani, Gavino, Proto e Gianuario.
Dal parco di Balai ha preso il via la solenne processione che ha accompagnato le statue dei patroni «colonne portanti della comunità» verso la basilica di San Gavino, seguiti dalle autorità civili e militari, insieme al sindaco Massimo Mulas, ai figuranti in costume dei gruppi Etnos e Intragnas, con la banda musicale della Città di Sennori e i comitati di bandiera. Un cammino seguito da una folla di fedeli che hanno voluto rendere onore ai tre Santi.
«Il martirio è la prova oggettiva di un grado di amore che arriva all’eroismo – aggiunge monsignor Masia – e i Martiri non sono morti soltanto per rimanere fedeli a Cristo, perché il loro sacrificio non accresce soltanto la loro persona, ma ciò che li rende grandi è l’aver imitato Gesù nella morte fisica, affrontata con coraggio per la salvezza dei fratelli. Morti perché il loro esempio contribuisca a salvare tante persone e tante anime».












