Il Ciccone furioso si è materializzato poche decine di metri dopo la cima del Passo Falzarego. Einer Rubio si era messo a sprintare sotto lo striscione del Gran premio della montagna e gli aveva appena “fregato” dieci punti per la maglia di miglior scalatore, la maglia che aveva addosso l’italiano pur non possedendola ufficialmente (la vestiva perché il legittimo proprietario è la maglia rosa Jonas Vingegaard). E così, più per frustrazione che per altro, Giulio Ciccone aveva pensato bene di attaccare in discesa. Un attacco avventato, per questo appassionante. Scendendo verso Alleghe, Giulio Ciccone aveva guadagnato parecchio, si era fatto cullare dall’illusione dell’impresa. Il vantaggio guadagnato però non era abbastanza. Non almeno per vincereSepp Kuss ha ripreso l’italiano a 2.300 metri dall’arrivo dei Piani di Pezzè. Derek Gee meno di mezzo chilometro dopo. Il gruppo dei migliori lo ha quasi acchiappato, ma è riuscito solo a sfiorargli le spalle.Contrariamente a quanto fatto dal corridore della Lidl-Trek, Sepp Kuss ha fatto invece i conti giusti. In cima ai Piani di Pezzè è arrivato solo, stremato, ma a braccia alzate l’americano del Team Visma | Lease a bike. E li ha fatti pure Derek Gee, secondo al traguardo ma capace di guadagnare una posizione in classifica generale, ora è quinto, e avvicinarsi di parecchio al quarto posto. Il canadese della Lidl ha rischiato, è andato all’attacco, ha contribuito a rendere combattuta una tappa che meritava di essere corsa così. Perché è questo che chiedono ai corridori le Dolomiti: azzardi e baldanza. Non tutti l'hanno concessa alle monti pallidi, ma questa è un'altra storia, senz'altro non è quella di Derek Gee.Jonas Vingegaard non doveva attaccare. Lo poteva fare per togliersi lo sfizio di vincere il tappone del Giro, per dimostrare ancora una volta la sua supremazia in salita. Non lo ha fatto però. Si è goduto il paesaggio a lungo. Non è scattato, si è limitato a seguire il flusso della corsa, ha fatto da ispettore alla battaglia per il podio, per quei due posti che vedrà dall’alto in basso sul podio di Roma. In gruppo non ci sono corridori che lo possono davvero impensierire. Domani c’è ancora una tappa montana che arriva sul Piancavallo, ma che è assai più semplice di questa. Deve evitare di distrarsi e seguire quelli che lo seguono in classifica.Ai Piani di Pezzè, Giulio Ciccone ha vestito per la prima volta sul palco di tappa la maglia blu. Domani attaccherà di nuovo, proverà a difendere quel colore, proverà ad andare alla ricerca di una tappa. Sperando che la furia non lo rapisca di nuovo.