Giulio Ciccone è stato il vero protagonista della tappa regina del Giro, Feltre-Alleghe: sulla Cima Coppi si è preso la Maglia Azzurra degli scalatori. Poi, la litigata con Rubio: “Non me l’aspettavo e mi sono innervosito”

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Giulio Ciccone non avrà vinto ai Piani di Pezzè ma è stato assolutamente il protagonista della tappa regina del Giro d'Italia che ha attraversato le Dolomiti bellunesi tra Feltre e Alleghe con 151 chilometri di pura salita e un dislivello complessivo di 5 mila metri. L'abruzzese della Lidl-Trek ha divorato tutti i GPM di giornata, con la ciliegina sulla torta che è stata posta nel momento più iconico: sulla Cima Coppi 2026, il Passo Giau che è coinciso anche con il sorpasso in classifica scalatori a Vingegaard per la Maglia Azzurra. Nel dopo tappa, però esplode ancora il fastidio per il litigio in corsa con Rubio: "Se l'è presa con me, non l'ho capito e mi sono innervosito"

Una tappa spumeggiante e che ha regalato anche momenti di purissima tensione. Come detto, merito soprattutto di Giulio Ciccone che ha finalmente trovato la fuga giusta da subito, per poi gestirla, guidarla e alimentarla ogni qualvolta la strada saliva. Così, con in mente la Maglia Azzurra che indossava quasi "abusivamente", in prestito da Vingegaard primo in classifica scalatori, Ciccone ha vinto un Gran Premio dopo l'altro, racimolando punti su punti fino a prendersi tutto nel momento più iconico. Ciccone Maglia Azzurra sulla Cima Coppi del Passo Giau Ciccone ha fatto la differenza sul Passo Giau, la Cima Coppi 2026, la vetta più alta ed iconica di questa edizione, dove l'uomo della Lidl-Trek ha vinto la mini volata che gli è valsa anche la Maglia Azzurra ufficiale, con punti sufficienti per scollinare davanti a Vingegaard in classifica scalatori. Un merito e un plauso che Ciccone si è conquistato, sognando fino ai Piani di Pezzé insieme alla possibile vittoria poi sfuggita per merito di un super Kuss che lo ha ripreso e superato nei chilometri finali.