Pubblicato il: 29/05/2026 – 19:03

La fotografia scattata dall’Onu sulle mafie internazionali non descrive più organizzazioni chiuse dentro i propri territori storici, né strutture criminali rigidamente ancorate ai modelli del Novecento. Il quadro illustrato nei giorni scorsi a Palermo da Giovanni Gallo, capo della sezione dell’Unodc – l’Ufficio delle Nazioni Unite contro droga e crimine – racconta invece un sistema criminale transnazionale, fluido, pragmatico e capace di dialogare persino con gruppi terroristici internazionali.L’occasione è stata simbolica: la presentazione del primo rapporto globale sulle mafie mondiali durante le commemorazioni della strage di Capaci. Ma il contenuto dell’analisi va ben oltre il valore memoriale. Perché il messaggio lanciato dall’Onu è netto: la criminalità organizzata contemporanea non si limita più al controllo del territorio, al traffico di droga o al riciclaggio. Oggi agisce come una rete globale capace di costruire alleanze variabili, sfruttare le fragilità geopolitiche e inserirsi nei grandi conflitti economici e strategici del pianeta.

La ’ndrangheta come modello criminale globale

Tra tutte le mafie italiane, la ’ndrangheta continua a rappresentare il paradigma più evoluto di questa trasformazione. Non soltanto per la sua forza economica, ma soprattutto per la sua capacità di combinare tradizione e innovazione. Gallo lo ha spiegato chiaramente: le organizzazioni mafiose italiane conservano ancora strutture gerarchiche, codici interni e rituali identitari. Tuttavia, nel tempo hanno acquisito una “capacità camaleontica” che consente loro di stringere alleanze di convenienza con soggetti molto diversi tra loro. La mafia – ha evidenziato l’Unodc non agisce più soltanto come organizzazione criminale autonoma, ma come piattaforma relazionale. La ’ndrangheta, in particolare, sembra aver compreso prima di altri che la globalizzazione criminale richiede flessibilità più che controllo assoluto.Non è un caso che il modello descritto dall’Onu assomigli sempre meno alla struttura verticale delle mafie tradizionali e sempre più a una rete di servizi criminali specializzati.