Botte alla madre per i motivi più banali, come il mancato acquisto del gel per capelli. A volte colpendo la donna con il manico della scopa, altre con calci, provocandole in un’occasione la frattura all’avambraccio con una prognosi di un mese. Non episodi isolati, ma ripetuti e “connotati da abitualità e crescente gravità, tale da rendere intollerabile la convivenza”. Un quindicenne residente in un comune salentino è stato arrestato all’alba di oggi, venerdì 29 maggio, e collocato in una comunità con un provvedimento spiccato dalla gip del tribunale dei minori di Lecce, Lucia Rabboni.
“Un provvedimento - come viene riportato nell’ordinanza - ritenuto l’unica misura adeguata a contenere il rischio di reiterazione e a consentire l’avvio di un percorso educativo con supervisione esterna”. Le violenze in casa - estese anche ad altri familiari - andavano avanti da circa un anno. Nello specifico, da quando è morto il padre del ragazzo: un lutto che il 15enne non è riuscito a superare. E, sempre tra le pareti domestiche, il giovane ha puntato la madre come il bersaglio più facile per sfogare rabbia e dolore. Diventando, secondo quanto riscontrato dagli investigatori, sempre più aggressivo e difficile da gestire.






