Punto primo, dove l’accento va posto sull’aggettivo «temporanee» e soprattutto su quello «mirate»: «Misure mirate e temporanee di sostegno a famiglie e imprese possono essere necessarie nelle fasi critiche per attenuare l’impatto dei rincari». Punto secondo: queste misure «vanno affiancate da interventi strutturali volti ad affrontare la vulnerabilità energetica». Sono due frasi pronunciate dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nel corso delle considerazioni finali sul 2025 svolte questa mattina a Palazzo Koch.

Panetta ha sottolineato che l’economia italiana ha mostrato «una significativa capacità di tenuta» dal 2019, tuttavia «più di recente, lo slancio si è attenuato» fra deterioramento del quadro geopolitico, dazi statunitensi e difficoltà dell’economia tedesca. Il conflitto nel Golfo Persico, ha sottolineato, rischia di produrre un’inflazione del 6% nell’Eurozona e in Italia ha «indebolito prospettive già fragili»: «L’attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi; negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi».

Su questo fronte il messaggio del governatore di Bankitalia è stato molto chiaro: «Senza un deciso aumento della produttività, l’economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti» e ora è d’obbligo orientare le potenzialità del Paese «verso crescita, redditi e prosperità negli anni a venire» e «ridurre stabilmente il peso del debito pubblico» per liberare risorse su spesa sociale e sviluppo.