Un nuovo studio “Time-Lapse Absolute Gravity Measurements Unveil Subsurface Water Content Variations in Central Italy” condotto da ricercatori e ricercatrici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), pubblicato sulla rivista scientifica Remote Sensing, mostra come il monitoraggio gravimetrico ripetuto nel tempo, che consente di misurare piccole variazioni della gravità terrestre, possa aiutare a distinguere le variazioni di massa nel sottosuolo dai processi di dinamica crostale.
In contesti geologicamente complessi, come l’Appennino Centrale, i dati raccolti dalle reti di monitoraggio (sismiche, GNSS e InSAR) possono registrare segnali derivanti sia da processi tettonici e post-sismici, sia da variazioni delle risorse idriche sotterranee.
Per effettuare lo studio, il team di ricerca ha utilizzato gravimetri assoluti trasportabili per la loro elevata precisione e stabilità di misura, al fine di monitorare le variazioni temporali dell’accelerazione di gravità. Poiché la forza di gravità dipende dalla massa sottostante, ogni variazione nel contenuto d'acqua nel terreno (pioggia, umidità del suolo, acque sotterranee) si riflette in un cambiamento misurabile dell'accelerazione di gravità.











