Anche quest'anno La Sicilia, con il direttore Antonello Piraneo, ha partecipato come partner al percorso di educazione alla legalità negli istituti superiori di Catania e provincia è promosso dall'associazione Libera Impresa. Al termine di questo viaggio di formazione al contrasto delle mafie, dell'estorsione e dell'usura gli studenti coinvolti si sono cimentati nella stesura di elaborati di riflessione sui temi trattati durante gli incontri con esponenti delle forze dell'ordine e magistrati. Quest'anno La Sicilia ha deciso di premiare la vincitrice della sezione giornalismo oltre che con l'abbonamento gratuito annuale all'edizione online del giornale anche con la pubblicazione dell'elaborato. La cronista Laura Distefano, referente del progetto per La Sicilia, ha scelto il lavoro di Miriam Paola Valvo della III C dell'Istituto Gulli e Pennisi di Acireale dal titolo "Oltre la nostra sterile indifferenza". Un elaborato di forte impatto: un'analisi critica della responsabilità civica delle istituzioni nella lotta al malaffare.

Buona lettura

Talvolta le piaghe della società appaiono così vaste e radicalizzate da trasformarsi, ai nostri occhi, in un paradosso: da un lato le percepiamo come uno schema capillare, un modus operandi invariabile o una sovrastruttura che prescinde dai nostri comportamenti; dall’altro, invece, come qualcosa di distante che non ci appartiene. È come se guardassimo un film horror: per quanto possa spaventarci, non ci sfiora minimamente l’idea di intervenire negli eventi. Questa “modalità spettatore” è ormai lacerante e ci spinge a provare una sterile compassione per le vittime della società, senza mai tradurla in azione. Si tratta della “vecchia e cara” omertà, o siamo forse talmente assuefatti alla violenza e all'ingiustizia da non battere più ciglio di fronte a notizie che dovrebbero, quantomeno, scandalizzarci? Credo che ormai fenomeni come corruzione, criminalità organizzata ed estorsioni non solo abbiano smesso di stupirci, ma che addirittura abbiano iniziato ad attrarci: in un sistema che appare inalterabile, a molti sembra più conveniente accettare le regole del gioco piuttosto che tentare di sovvertirle e, così, per quei pochi che rimangono fedeli a valori come la giustizia, raggiungere i propri sogni diventa quasi impossibile. Chi, nel progettare la propria attività, non ha mai avuto il timore di dover eventualmente fronteggiare richieste di denaro poco gradite ed illecite? A tal punto, il messaggio che la società sembra voler trasmettere è allarmante: o ci si adegua a determinati meccanismi, o non si fa impresa. È, forse, anche per questa ragione che molti giovani hanno smesso di sognare di investire nei propri progetti?