Il Security Action for Europe (Safe) entra ufficialmente nella sua fase operativa.

Ma l’Italia, almeno per il momento, sceglie di stare lontana dai fondi che l’Europa mette a disposizione per una difesa comune.

A fare il punto sulla situazione a Bruxelles è stato il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, durante il briefing quotidiano con la stampa.

Al momento sono cinque gli Stati membri ad aver firmato l’accordo per accedere ai prestiti Safe: Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio.

«L’Italia non ne fa parte», ha spiegato il portavoce.