Centocinquanta miliardi in campo per la difesa attraverso prestiti agevolati a lungo termine: lo Strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (Safe) è una delle principali novità messa a punto dalla Commissione Ue nel primo semestre del 2026, in ossequio a quello che ormai appare il principale obiettivo di Ursula von der Leyen, raggiungere un'autonomia strategica nella sicurezza. Safe rappresenta infatti il primo pilastro del piano ReArm Europe (mutuato poi nel meno aggressivo 'Prontezza per il 2030'), presentato dalla Commissione nel marzo 2025.

* COME FUNZIONA. Il regolamento su Safe è entrato in vigore il 29 maggio. Lo strumento mette a disposizioni degli stati membri prestiti da 150 miliardi a tasso agevolato con scadenza a 45 anni e con un "grace period" (periodo di tolleranza) di dieci anni. Safe sostiene gli appalti di prodotti per la difesa di diverso tipo: si va dai missili e dalle munizioni ai droni di piccola dimensione e ai relativi sistemi anti-drone, dalla difesa aerea alla sicurezza cibernetica, dalla protezione delle infrastrutture critiche alla mobilità militare. I contratti di appalto devono garantire che non più del 35% del costo sia dovuto a componenti originari di Paesi terzi, dell'Ucraina o di paesi che fanno parte dello Spazio economico europeo e dell'Associazione europea di libero scambio: Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Al di fuori dell'Ue, possono partecipare agli appalti comuni previsti da Safe Albania, Canada, Corea del Sud, Giappone, India, Macedonia del Nord, Moldova, Norvegia e Regno Unito, previo via libera delle istituzioni comunitarie. Finora l'ok finale, alla Planaria dell'Eurocamera di giugno, è arrivato solo per Ottawa.