Dietro la straordinaria capacità dei pesci di sopravvivere all’esposizione costante alla luce solare in mare aperto c’è un composto naturale che un gruppo di ricercatori cinesi della Jiangnan University è stato in grado di riprodurre in modo scalare, in uno studio pubblicato sulla rivista Trends in Biotechnology di Cell Press. Si tratta del gadusolo e funge da “scudo” contro i danni causati dai raggi ultravioletti. “Sarebbe un’alternativa naturale ai filtri solari chimici, spesso legati al rischio di danni ambientali o anche alla salute delle persone che li usano per lungo tempo”, commenta Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus.
Fabbrica cellulare
Il gadusolo non è una novità assoluta per la natura: si trova nelle uova di diverse specie marine e serve a proteggere gli embrioni dalle radiazioni ultraviolette letali. Tuttavia, estrarlo direttamente dai pesci sarebbe un disastro ecologico e un fallimento economico. “Il gadusolo è scarso in natura e l’estrazione è inefficiente”, spiega Ping Zhang, scienziato che ha coordinato lo studio. “Volevamo trovare un modo scalabile e più verde per produrlo”, aggiunge. Ebbene, gli scienziati ci sono riusciti, trasformando il comune batterio Escherichia coli in una vera e propria “fabbrica cellulare” di gadusolo. I ricercatori hanno così “copiato” il percorso genetico che permette al pesce zebra di sintetizzare la molecola e lo hanno inserito nel DNA dei batteri. Grazie a un sapiente “tweaking genetico”, la produzione è passata da 45,2 milligrammi a ben 4,2 grammi per litro, un incremento di quasi 93 volte che apre finalmente le porte alla produzione di massa.








