È una delle sostanze più controverse nei filtri solari, ancora consentita nonostante numerosi studi ne abbiano evidenziato la pericolosità per l’uomo e per l’ambiente marino. Si chiama ossibenzone, ed è utilizzata nelle creme solari per neutralizzare i raggi ultravioletti. Una volta rilasciata dalla pelle dei bagnanti, questa molecola può essere assorbita dagli organismi marini, provocando danni a diversi livelli.

Uno studio del MaRHE Center dell’Università di Milano-Bicocca, coordinato dall’ecologo marino Paolo Galli e pubblicato sulla rivista Coral Reefs della International Coral Reef Society, porta con sé una buona e una cattiva notizia.