Il degrado dello stadio Bruno Nespoli di Olbia ben fotografa la crisi dell’Olbia Calcio. Nell’ultima seduta del consiglio comunale il sindaco Settimo Nizzi è intervenuto sull’argomento annunciando di aver ritirato le chiavi della struttura, e che chi vorrà in futuro utilizzarla dovrà presentare all’amministrazione una fideiussione.

Secondo indiscrezioni si tratterebbe di una garanzia importante: nell’ambiente si parla, infatti, di una fideiussione bancaria da 250mila euro. Nel frattempo il Comune si occuperà della manutenzione del Nespoli a partire dal manto erboso, che i tecnici nel sopralluogo di alcuni giorni fa hanno trovato in condizioni pietose.

L’ultima gara casalinga dei bianchi – che hanno chiuso la stagione il 10 maggio perdendo lo spareggio salvezza di Serie D con l’Ischia, con conseguente retrocessione – risale al 26 aprile, mentre l’ultima partita giocata al Nespoli è la finale del Torneo Manlio Selis, andata in scena il 3 maggio: da allora della struttura non si è più occupato nessuno.

Il risultato è uno stadio in situazione di totale abbandono, sporco, con l’erba alta e gialla, che rispecchia lo stato dell’arte dell’Olbia Calcio. Un club glorioso, che lo scorso anno ha compiuto 120 anni, e che dopo il crollo verticale degli ultimi tre anni, in cui è passato dalla Serie C all’Eccellenza, rischia l’abbandono. Come il suo stadio.