HomeBolognaCronacaDuplice omicidio di piazza dell'Unità, Maffia rinviato a giudizio. "Ma molte cose non tornano"Il 2 giugno dell'anno scorso furono uccisi Gombi e Monaldi, la Procura contesta i futili motivi: sarà processo con rito ordinario. L'avvocato: "C'era il sangue solo delle vittime sull'impugnatura dei coltelli. E poi c'è il mistero del telefono che continua a funzionare"Al centro l'imputato Gennaro Maffia. A sinistra Luca Monaldi e a destra Luca Gombi, le vittimeRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 29 maggio 2026 - Rinviato a giudizio Gennaro Maffia per il duplice omicidio di piazza dell'Unità a Bologna, avvenuto il 2 giugno dell'anno scorso. La polizia e gli inquirenti si trovarono davanti a un massacro: vittime Luca Gombi, 50 anni, e Luca Monaldi, 54 anni, una coppia, erano sposati da qualche tempo. Il processo inizierà il 16 settembre.

Cosa non torna

"La Procura ha contestato l'aggravante dei futili motivi", spiega l'avvocato Giancarlo Tunno, che assiste Maffia. L'imputato, per la Procura, avrebbe ucciso i due "perché non voleva lasciare l'appartamento ". Tesi che, secondo il suo legale, sarebbe smentita dalle testimonianze degli agenti immobiliari. "Non c'è traccia di questo - spiega Tunno -, secondo le testimonianze non c'è un momento in cui lo dice che non se ne vuole andare, mai. Anche perché gli avevano offerto 20mila euro per lasciare la casa. Lui, al momento dell'offerta, dice che accetta e chiede di poter tornare a dormire. Chiede anche se, quindi, lo aiuteranno a trovare un'altra soluzione. Ma gli agenti immobiliari lo trovano strano, non curato, con la barba. Quindi c'era un accordo. Io non condivido tutte le certezze che ha la Procura".