Una lite per la casa. Sarebbe questa la motivazione alla base del duplice omicidio di Luca Monaldi e Luca Gombi, la coppia di conviventi trovati morti nella loro abitazione al sesto piano di in un palazzo di Piazza Unità a Bologna, dopo essere stati aggrediti e uccisi con un coltello. Con loro, dallo scorso ottobre, viveva saltuariamente un coinquilino, Gennaro Maffia, 48enne italiano nato in Venuezela dove risiede la famiglia. L'uomo non era in casa all'arrivo della Polizia e sulle sue tracce si sono subito mossi gli inquirenti: è stato fermato, nel pomeriggio di ieri, all'aeroporto di Barcellona dove è giunto con un volo partito in mattinata dal 'Marconi'. Denunce, interventi dei carabinieri e anche un cambio di serratura. Secondo quanto hanno riferito alcuni vicini e alcuni parenti, sentiti anche dalla Mobile, Gondi e Monaldi stavano infatti ultimando le operazioni per la vendita della loro casa alla Bolognina, con l'obiettivo di trasferirsi in campagna. Il 48enne, quindi, avrebbe dovuto lasciare a breve l'appartamento e proprio attorno a questa questione sarebbero nate delle tensioni ancora tutte da verificare.
«Mi vogliono uccidere» Si sa solo che i tre convivevano dall’ottobre del 2024, anche se i primi contatti si erano già verificati nel mese di agosto: poi, nel corso della prima parte del 2025, i rapporti tra Maffia e i coniugi si sarebbero deteriorati, tanto da rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine che, in alcune occasioni, sono dovuti entrare nell’abitazione per riportare la calma tra i conviventi. «Mi vogliono uccidere», avrebbe detto Maffia al cugino qualche giorno prima dell'omicidio. È lui a riprotare le parole del 48enne nato in Venezuela: «Era preoccupato, si sentiva minacciato. Aveva apura, ma non so. Loro mi avevano chiamato qualche giorno fa per dirmi che non stava bene. La vendita della casa lo ha preoccupato, pensava di non riuscire a far arrivare qui la moglie dal Venezuela». La ricostruzione dell'omicidio Monaldi, 54 anni, originario di Arezzo è stato sgozzato mentre l'altro, Gombi, bolognese 50enne, è stato eviscerato con una profonda ferita all'addome. I due - entrambi incensurati e attualmente disoccupati - erano uniti civilmente dal 2023. I due corpi di Monaldi e Gombi sono stati ritrovati in soggiorno. Tantissimo il sangue sulla scena del crimine - oggetto di studio da parte degli agenti della Polizia Scientifica - dove sono stati trovati diversi coltelli. Si cerca di capire se fra questi ci sia anche l'arma del delitto. A chiamare i soccorsi è stato un vicino che, verso le 6.30 ha sentito delle urla provenire dall'appartamento della coppia. A svolgere le indagini, guidate dal pm Tommaso Pierini, la Squadra Mobile i cui agenti hanno localizzato Maffia nella città spagnola con il sostegno del Servizio Centrale Operativo e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Non è escluso che il coinquilino della coppia partito alle 8.30 dallo scalo felsineo alla volta di Barcellona - dove è stato fermato poche ore dopo - avesse intenzione, viste anche le origini, di proseguire il viaggio verso il Venezuela. La famiglia Gombi, racconta una vicina, è sempre vissuta nella palazzina «sono 50 anni che abito qua e ci abitavano anche loro: prima c'erano i nonni, poi i genitori» e ora Luca, con il compagno. «Erano persone tranquille: venivano spesso nel mio locale. Erano miei clienti», racconta il titolare di un vicino ristorante.











