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Esce il memoriale dal carcere algerino, una requisitoria dolorosa e inappellabile sulle tirannie della sharia, e arriva in una Francia che sullo scrittore si è irrimediabilmente divisa. Lo specchio di una campagna elettorale in un drammatico passaggio storico

“Intolleranza civile, promiscuità morale, miseria spirituale”. Questo è l’islam secondo Boualem Sansal: “Quando la porta della cella si è chiusa dietro di me, per la prima volta, ho sentito qualcosa di preciso e infinitamente doloroso: non solo la reclusione, ma la privazione del tempo. È stato terribile. Non sapevo quando ne sarei uscito. Il futuro era scomparso dalla mia vita”.