È grazie alla Germania se ieri lo scrittore franco-algerino Boualem Sansal, in carcere dal 16 novembre a Algeri per un’intervista sgradita al regime di Abdelmadjid Tebboune, ha ricevuto la grazia, dopo un anno di tentativi diplomatici infruttuosi da parte del capo dello Stato francese Emmanuel Macron. La richiesta formulata all’inizio della settimana dal presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha accelerato la decisione del leader algerino sulla sorte dello scrittore, che nei suoi romanzi denuncia il totalitarismo islamista che da anni soffoca l’Algeria.
«Un gesto del genere sarebbe espressione di un atteggiamento umanitario e di una visione politica lungimirante. Rifletterebbe il mio rapporto personale di lunga data con il presidente Tebboune e le buone relazioni tra i nostri due Paesi», aveva dichiarato lunedì il capo dello Stato tedesco in un comunicato, proponendo che Sansal fosse «trasferito in Germania per ricevere le cure mediche», data la sua età avanzata e la sua salute cagionevole. Il romanziere algerino, che ha 81 anni, soffre di un cancro alla prostata e necessita di cure urgenti. Ieri, in una nota, la presidenza algerina ha fatto sapere di aver «accettato la richiesta di grazia arrivata dal presidente tedesco Frank Walter Steinmeier», confermando il ruolo fondamentale di Berlino nella risoluzione del dossier.










