Roma, 29 mag. (askanews) – L’obesità continua a rappresentare una delle grandi sfide per la salute pubblica globale, ma la sua diffusione non segue ovunque la stessa traiettoria. In molti Paesi ad alto reddito, infatti, la crescita registrata negli ultimi decenni mostra segnali di rallentamento, stabilizzazione e, in alcuni casi, anche di inversione di tendenza.È quanto emerge dalla nuova analisi pubblicata il 14 maggio 2026 su Nature, dedicata all’andamento dell’obesità nel mondo dagli anni Ottanta a oggi. Lo studio, coordinato da ricercatori dell’Imperial College di Londra nell’ambito del network internazionale NCD Risk Factor Collaboration – NCD-RisC, ha coinvolto studiose e studiosi di tutto il mondo. Tra loro anche Luciana Zaccagni ed Emanuela Gualdi dell’Università di Ferrara.
“Anche in Italia, tra le nazioni industrializzate ad alto reddito, si osserva una stabilizzazione della prevalenza dell’obesità, con una tendenza alla diminuzione”, sottolinea Luciana Zaccagni, professoressa del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione di Unife. “In particolare, la prevalenza stimata è pari al 14% per le donne e al 15% per gli uomini, mentre tra ragazze e ragazzi si attesta rispettivamente all’8% e al 12%”.






