Roma, 29 mag. (askanews) – Domenica 31 maggio l’iniziativa nazionale fa tappa alla parrocchia di Santa Maria del Soccorso – nella “Las Vegas della Tiburtina” – per opporre la cultura della relazione all’isolamento della ludopatia. L’azzardo non è un gioco: isola, impoverisce le relazioni, distrugge il tessuto familiare e alimenta la pericolosa illusione di facili guadagni. Per contrastare quella che è diventata a tutti gli effetti una drammatica piaga sociale, la Caritas diocesana di Roma aderisce all’iniziativa nazionale “La tenda del buon gioco” promossa da Caritas Italiana nell’ambito della campagna “Vince chi smette”.
I numeri del dramma in Italia: un business da 165 miliardi Nel 2025, la raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto la cifra strabiliante di 165 miliardi e 345 milioni di euro, segnando un incremento di 7 miliardi e 891 milioni rispetto all’anno precedente (+5%). Di questa immensa mole di denaro sottratta all’economia reale delle famiglie, appena 11 miliardi e 474 milioni si traducono in introiti per lo Stato attraverso la fiscalità. Il dato che desta maggiore preoccupazione è la crescita inarrestabile dell’azzardo online – in particolare le scommesse sportive -, decollato nel post Covid-19 fino a toccare i 100 miliardi e 881 milioni di euro, +9,53% rispetto al 2024. Questo mutamento strutturale sta intercettando un pubblico sempre più giovane, spesso minorenne: l’accesso ai portali tramite smartphone è ormai semplicissimo e aggira i controlli grazie all’uso di carte telefoniche registrate a nome dei genitori. Si scommette in modo continuo e anonimo e non solo sullo sport. Di contro, il gioco fisico subisce una contrazione: nel 2025 la raccolta di slot machine e Vlt è diminuita del 6% rispetto al 2024, segnando un -35% rispetto al 2019. Nella classifica delle regioni in cui si gioca di più, il Lazio si posiziona al terzo posto assoluto con 17 miliardi e 449 milioni di euro, preceduto solo da Lombardia (26 miliardi) e Campania (21 miliardi e 562 milioni).













