di
MIchela Cirillo
L'intervento al Papa Giovanni XXIII: i due uomini di 59 e 40 anni erano affetti da cardiomiopatia. All'intervento hanno lavorato 27 persone tra chirurghi, anestesisti, infermieri, Oss, strumentisti e perfusionisti
Erano legati dallo stesso destino, che li aveva fatti incontrare nella sala d’aspetto del reparto di Cardiologia del Papa Giovanni. Le loro storie si sono intrecciate a tal punto da realizzare qualcosa che a Bergamo non si era mai visto: un doppio trapianto di cuore svolto in simultanea. I protagonisti della vicenda sono due uomini di 59 e 40 anni affetti da cardiomiopatia, che compromette le funzionalità del cuore fino a rendere necessario il trapianto. I due si sono conosciuti a febbraio nel corso delle visite e hanno legato sin da subito, iniziando a scambiarsi messaggi per aggiornarsi a vicenda sul proprio percorso.
«Qualche giorno fa, quasi in contemporanea, ci siamo scritti per informarci l’un l’altro che il nostro trapianto era programmato per il giorno dopo — hanno raccontato i due pazienti —. Al nostro arrivo siamo stati messi nella stessa stanza, ci siamo abbracciati e ci siamo fatti gli auguri». Il Papa Giovanni aveva ricevuto la disponibilità di un primo cuore. Poco dopo è arrivata quella del secondo, proveniente da un donatore con un gruppo sanguigno raro: l’unico paziente compatibile in Italia era proprio uno dei due amici.







