Per il presidente l'associazione è colpita da 'una censura che "sta restringendo lo spazio di libertà in tutto l'Occidente"
"La nostra libertà di espressione è sotto attacco. Chi porta avanti idee contro l’aborto, contro il fine vita, a favore della libertà educativa dei genitori è vittima dell’assedio progressista e politicamente corretto. Ci stanno riducendo al silenzio più totale". Questo l’allarme lanciato oggi da Pro Vita & Famiglia, che ha tenuto alla Sala Regina della Camera dei deputati l’incontro “Il Grande Bavaglio”, alla presenza di politici, giornalisti, avvocati, attivisti dei diritti umani e testimoni diretti della persecuzione del politicamente corretto, moderato dal giornalista Francesco Borgonovo. "Non parliamo di una censura rozza, vistosa, facilmente riconoscibile - ha spiegato Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia - perché chi ci attacca non è un regime che brucia i libri o chiude i giornali con i carri armati, ma usa metodi più sottili e per questo ancora più efficaci e pericolosi. Siamo vittime di una censura progressiva, sistematica, istituzionale, condotta attraverso leggi, regolamenti, sentenze, algoritmi, gogne mediatiche e pressioni sociali che sta restringendo, in modo documentabile, lo spazio della libertà di pensiero, di parola, di espressione, di educazione e di fede in tutto l'Occidente. Essere oggi qui - ha precisato Brandi - nel cuore della democrazia italiana è già una risposta. Una risposta a chi, negli ultimi anni, ha tentato in ogni modo di ridurci al silenzio, perché purtroppo oggi questo è diventato un reato, un reato di intenzione".







