Soltanto in lei riponevano la massima fiducia, affidandole i risparmi di una vita. Ai clienti proponeva investimenti in titoli azionari, garantendo rendimenti annui sicuri compresi tra il 10% e il 18%. Ora Daniela Sanza, 59 anni, residente a Oglianico, è a processo a Ivrea con le accuse di abusivismo finanziario — non risultando più iscritta all'albo dei promotori finanziari — truffa e appropriazione indebita. Giro d'affari da 11 milioni Il giro d'affari è stato quantificato in oltre 11 milioni di euro. I calcoli sono stati effettuati dal Nucleo operativo del Gruppo Ivrea della Guardia di finanza, coordinato dal pubblico ministero Mattia Cravero. Secondo quanto emerso dalle indagini, Sanza, nel 2023, mentre era sottoposta a misura cautelare, avrebbe anche tentato di acquistare una "carta verde" per espatriare e raggiungere il fratello in Arizona. Il metodo usato per la truffa Il metodo ricostruito dai militari funzionava così: la donna convinceva i clienti ad affidare alla società Ds Trading Srl a lei riconducibile in quanto amministratrice di fatto l'incarico di effettuare operazioni di trading online per loro conto. Si trattava di compravendite infragiornaliere di titoli azionari esteri emessi da Apple Inc., effettuate attraverso il cosiddetto "trading intraday" con utilizzo della leva finanziaria, una strategia che consente di amplificare i potenziali guadagni — ma anche le perdite — mediante capitale preso in prestito. Più elevata è la leva, maggiore è l'esposizione al rischio. Le vittime tra Canavese e Torino Ed è proprio ciò che sarebbe accaduto: agli investitori, infatti, non sarebbe rimasto nulla. Sono 57 le parti offese residenti tra il Canavese e Torino, tutti risparmiatori che avevano affidato a Sanza i propri soldi. C'è persino chi le aveva consegnato oltre 500 mila euro da investire. Molti altri non hanno presentato denuncia. Sanza si faceva consegnare dai risparmiatori le credenziali e trasferiva i soldi su conti correnti aperti presso la Fineco Bank Spa. Possibili violazioni antiriciclaggio di FinecoBank Le operazioni contestate dagli inquirenti risalgono al periodo compreso tra il 2013 e il 2022, quando i clienti si sarebbero accorti che il denaro investito era andato perduto. Ma c'è anche un altro aspetto sotto la lente della procura. Il pubblico ministero Mattia Cravero, dopo la relazione del consulente Alberto Abbate, ha infatti inviato alla Banca d'Italia una segnalazione qualificata per possibili violazioni della normativa antiriciclaggio da parte di Fineco Bank. Trasferimenti anomali tra conti correnti Nella relazione agli atti dell'indagine, il consulente tecnico della procura scrive: «Si ritiene che l'operatività, caratterizzata da sistematici trasferimenti di denaro tra conti correnti riferibili a una pluralità di clienti residenti nella stessa area geografica, con causali riconducibili a operazioni di trading online su titoli azionari da parte di persone fisiche non autorizzate alla compravendita per conto terzi, costituisca di per sé un indicatore di anomalia e rientri quindi nell'ambito dell'obbligo di segnalazione di operazioni sospette da parte dell'intermediario». Udienza preliminare aperta e subito rinviata L'altra mattina, davanti al gup Mauro Cantone del tribunale di Ivrea, si è aperta l'udienza preliminare, subito aggiornata per motivi tecnico-procedurali al prossimo 22 luglio. In quella data le persone offese potranno costituirsi parte civile assistite — tra gli altri — dagli avvocati Andrea Bertano, Emanuele Zanalda, Stefano Tizzani ed Enrico Calabrese. Sempre il 22 luglio, il difensore della broker, l'avvocato Maurizio Riverditi, chiederà al gup il «rito abbreviato condizionato all'audizione del consulente Luciano Quattrocchio». E l'intenzione degli avvocati delle parti civili sarebbe quella di "trascinare" nel processo anche FinecoBank.
La grande truffa della finta broker: così ha rubato 11 milioni a ottanta clienti
Daniela Sanza, 59 anni, non è più iscritta all’Albo: ha cercato di fuggire in Arizona ma è finita sotto inchiesta della procura di Ivrea








