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Questa mattina il nostro giornale vi racconta un incubo, un autentico film dell’orrore: una povera donna colombiana sequestrata, drogata, stuprata per tre interminabili giorni a Tor Cervara da un branco di clandestini dentro uno stabile abbandonato divenuto un ricettacolo di sbandati e criminali. Il 19 maggio scorso, dieci giorni fa, avevamo sollevato il caso Tor Cervara (trovate la pagina de Il Tempo: carta canta, come si dice), dando voce alla sacrosanta e giustificatissima paura dei residenti. Così come l’11 dicembre scorso (di nuovo: avete tutto sott’occhio nell’edizione di oggi) avevamo titolato «Roma caput stupri»: numeri e precedenti parlano purtroppo chiaro. I lettori de Il Tempo arrivano dunque preparatissimi su ciascuno dei dossier «caldi» e sulla loro rovente sovrapposizione: ricorderete le nostre inchieste di dicembre sul degrado e l’insicurezza a Roma, e quella – che prosegue ogni singolo giorno – sulle reti criminali dell’immigrazione illegale. Così come non passa settimana senza che il nostro giornale chieda a tutte le autorità coinvolte altri sgomberi, la liberazione degli edifici occupati, e un generale «repulisti» delle situazioni di abbandono, inevitabile calamita (se va bene) di disagiati e (se va male) di delinquenti conclamati pronti a tutto.