I fatti risalgono alla sera del 17 maggio. La donna è stata agganciata da un uomo ed è poi stata trasportata in edifico già sgomberato più volte. Solo dopo tre giorni è riuscita a scappare
È durata 72 ore la paura di una turista colombiana di 32 anni, stuprata, minacciata di essere uccisa e rinchiusa nel palazzo occupato di via Cesare Tallone, a Tor Cervara, più volte sgomberato negli ultimi anni. Poi è riuscita a scappare. «Ricordo che mentre mi stavano violentando, uno degli stupratori mi ha puntato una pistola alla testa. “Non uscirai da qui, morirai qui dentro – mi diceva -, hai visto in faccia troppe persone”», il racconto della donna che si è fatta medicare al Policlinico Casilino dopo essere rimasta vittima di uno stupro di gruppo, aggravato dalla minorata difesa della donna, positiva a droghe e farmaci tranquillanti che, riporta il Corriere, le sarebbero stati somministrati dagli aggressori.
I fatti risalgono al 17 maggio
Secondo quanto raccontato la turista colombiana era arrivata a Roma insieme a un’amica e connazionale. La sera del 17 maggio era a cena in un ristorante vicino al proprio ostello, all’Esquilino, quando «vengo avvicinata da un uomo che dice di chiamarsi Antonio. Gli chiedo se ha della marijuana ma risponde che in quel momento ha solo hashish, ma conosce chi ha l’erba. Accetto di seguirlo a piedi per circa mezz’ora poi lui mi carica a forza su un furgone bianco dove ci sono due africani», racconta la donna. Poi la prigionia presso il palazzo più volte sgomberato, ma già teatro di omicidi e stupri. In seguito la fuga avvenuta solo 3 giorni dopo: a soccorrerla è stato un stato un automobilista che ha chiamato i soccorsi dopo averla vista mezza nuda, sotto choc e riversa sul marciapiede.











