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Segregata per tre giorni nell’edificio abbandonato e costretta a subire violenze sessuali di gruppo dietro minacce di morte. Un incubo durato giorni quello vissuto a Tor Cervara, in via Cesare Tallone, ai danni di una colombiana di 32 anni arrivata a Roma da poco più di una settimana. Una drammatica storia, ricostruita dagli investigatori della squadra mobile di Roma, iniziata martedì 19 maggio dopo un incontro avvenuto all’esterno di un ristorante dove la vittima - avvicinata con la promessa dell’acquisto di una sostanza stupefacente - è stata convinta ad allontanarsi, per poi essere caricata a forza su un furgone e condotta nel «palazzo della paura», dove è rimasta prigioniera per oltre 72 ore. Un luogo diventato simbolo del degrado della periferia est della Capitale che proprio il nostro quotidiano aveva denunciato, sia a dicembre dello scorso anno e proprio quel 19 maggio, raccontando la paura dei residenti, costretti ad essere barricati in casa la notte da stranieri e senza fissa dimora che non curanti del territorio, nell’area circostante e all’interno del complesso fatiscente e abbandonato, continuano a delinquere nell’indifferenza più totale. Una situazione ben nota alle autorità, al centro di numerosi sgomberi e blitz, ultimo quello del primo maggio dove i carabinieri all’interno dello stabile hanno trovato e sequestro tre pistole a salve replica 9x21, prive di tappo rosso e con canna otturata, 3 cartucce calibro 38 e 32 special, pasticche di ecstasy, ketamina e dosi di cocaina, hashish ed eroina.