Pubblicato il: 29/05/2026 – 7:42

Dalle prime ore della mattina, a Roma, i Carabinieri del Comando Provinciale stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Dda della Procura della Repubblica, nei confronti di 7 persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio, estorsione aggravata, detenzione illegale di armi e sfruttamento della prostituzione.

Contatti con cosche calabresi

La misura restrittiva trae origine da una complessa indagine che, supportata dall’acquisizione di chat criptate e da capillari intercettazioni telefoniche e ambientali, ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale capeggiata da due importanti pregiudicati romani. L’indagine ha svelato i contatti di altissimo livello del sodalizio, capace di trattare ingenti carichi di droga rapportandosi direttamente con fornitori in Sud America per l’importazione via aerea, con potenti cartelli albanesi operanti nel Nord Italia, e con figure apicali della criminalità organizzata romana e delle cosche calabresi. L’operazione ha fatto emergere uno spaccato di assoluta spregiudicatezza criminale, evidenziando eventi di notevole allarme sociale. Emblematica, in tal senso, è la gestione di quantità esorbitanti di droga. Il sodalizio trattava centinaia di chili di stupefacente, arrivando a detenere, in un solo episodio accertato, ben 500 kg di hashish e ingenti forniture di cocaina purissima dal valore di centinaia di migliaia di euro, in parte rinvenute e sequestrate in locali condominiali adibiti a magazzino. Per ottenere la restituzione di un debito di 20.000 euro, maturato nell’ambito del narcotraffico e dell’acquisto di autovetture, i vertici dell’organizzazione hanno ordinato il pestaggio a sangue di un loro stesso collaboratore insolvente. La vittima, brutalmente malmenata da due sicari, ha riportato gravi lesioni facciali e la perforazione di un polmone.