La fetta più importante dei finanziamenti per la ricostruzione post alluvione deve ancora essere messa sul tavolo. La cifra dice tutto: 920 milioni di euro riconosciuti dal Governo all’Emilia Romagna che dovranno essere destinati a cambiare il volto – nell’arco di dieci anni – alle aree più esposte ai rischi calamitosi. Ovviamente a pagare a carissimo prezzo l’alluvione del 2023 non è stato solo il comprensorio cesenate e dunque la somma dovrà essere ripartita (con particolare riferimento alle aree ravennati e bolognesi, senza dimenticare il forlivese), ma la cifra resta di primissimo ordine.

Per quello che riguarda il nostro territorio, pensando a eventuali maxi opere da mettere a terra, i riferimenti sono principalmente due: il rifacimento del Ponte Nuovo a Cesena e il recupero del Lago di Quarto nel territorio comunale di Sarsina.

"Non possiamo permetterci di spostare la questione sul piano politico in una sorta di competizione tra la città e l’alta Valle del Savio – ha argomentato il sindaco cesenate Enzo Lattuca - Il tema è piuttosto quello di orientare le scelte in base a un’ottica di costi e benefici per la comunità sulla base di scrupolose analisi. Certo, il tratto urbano del fiume Savio è quello più densamente abitato e maggiormente sotto gli occhi degli abitanti, ma anche quello che ‘si vede meno’ può essere altrettanto importante e strategico. Dunque ci muoveremo in base a riscontri oggettivi. Nel frattempo in ogni caso stiamo avviando una serie di studi sulle alternative progettuali che potrebbero riguardare la conformazione di un nuovo Ponte del Risorgimento. L’intento è quello di farsi trovare pronti: se venisse individuata quella priorità, avremo già delle proposte in mano".