BOLZANO. Era un pomeriggio di festa lungo la ciclabile del Talvera quando un uomo sulla sessantina ha deciso di intervenire per aiutare una donna derubata della bicicletta elettrica davanti al figlio di dieci anni. Pochi istanti dopo si è ritrovato a terra, preso a pugni e calci dal ladro. Sangue sul volto, otto giorni di prognosi e un bambino terrorizzato che, ancora oggi, fatica a dormire.È uno degli episodi che nelle ultime settimane hanno riportato al centro dell'attenzione il tema della sicurezza a Bolzano e in Alto Adige.

Aggressioni, risse, tentativi di furto, rapine lampo: fatti diversi tra loro ma accomunati dalla stessa sensazione di vulnerabilità percepita da molti cittadini. Dalla settantenne scaraventata a terra per un Rolex da 15mila euro mentre buttava l'immondizia in via San Quirino, fino alla coltellata sferrata durante la festa della Südtiroler Bauernjugend a Salorno, senza dimenticare la discoteca di Silandro chiusa dopo risse e disordini ripetuti.

Fatti che, pur nella loro diversa dinamica, contribuiscono a costruire una narrazione di insicurezza percepita che non sempre coincide con i dati complessivi sui reati.Sia il sindaco Claudio Corrarati sia il comandante della Compagnia Carabinieri Stefano Esposito Vangone, invitano a leggere questi episodi senza creare allarmismi. Le istituzioni sottolineano infatti come l'analisi dei numeri non evidenzi un peggioramento strutturale del fenomeno.