di

Peppe Aquaro

Madre burundese e padre napoletano, l'attrice e cantante Paola Gioia Kaze Formisano - in arte Kaze, cognome di sua mamma - è testimonial della ong e si è esibita al concerto di chiusura degli Africa Days organizzato da Amref, Asvis e Radio Rai. «In Kenya - dice - ci sono eccellenze: basta compatimento»

Madre burundese e padre napoletano. Culture distanti, invece: ci sono tanti aspetti che uniscono i due mondi. Da ritrovare in Paola Gioia Kaze Formisano, attrice e cantante: «Ma non chiedetemi quale delle due professioni mi racconta meglio: direi la cantante, ma recitare mi diverte moltissimo», spiega Kaze, nome d’arte - in realtà è il cognome di sua mamma Christian - tra i protagonisti del «Concerto per l’Africa Day», organizzato da Amref, Asvis e Radio Rai. «Ho cantato “Sad”, un pezzo allegro, divertente, nonostante il titolo: del resto, l’appuntamento di ieri è stata una festa». Conclusiva, nella Giornata mondiale dell’Africa, di un mese di «Africa Days», l’appuntamento organizzato da Amref Italia, la più grande onlus sanitaria africana, per raccontare, tra podcast, concerto ed eventi per i giovani, non la solita Africa, ma un Continente in piena trasformazione, tra criticità e sfide. «Ho sempre desiderato fare qualcosa per gli altri, sin da quando ho iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo», ricorda Kaze, la quale, non ancora trentenne, ha già alle spalle un pezzo di vita speso per il prossimo: «Sono stata un’infermiera, ho studiato a Roma e ho lavorato duramente, con intensi turni in ospedale, nel pronto soccorso, durante il Covid».