HomeMagazine“Con il Cuore“ per chi soffre. Nel segno di San FrancescoStasera su Raiuno l’iniziativa benefica per le vittime di povertà, guerra e carestiePadre Enzo FortunatoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciUn’Italia che soffre in silenzio. Stasera porteremo sul palco di Assisi il grido silenzioso di tanta gente. C’è bisogno di aiuto. Un’edizione, quella di Con il Cuore, in diretta su Raiuno, che cade in un anno particolare, straordinario: gli ottocento anni dalla morte di Francesco. Qui non posso non ricordare l’affermazione di Jovanotti, proprio davanti alla Basilica mentre intonava Laudato si’ mi Signore, chitarra e voce. Una frase che porto scolpita nel cuore e che indirettamente anima lo slogan di questi ottocento anni: "Qui c’è un uomo morto più vivo di tanti di noi".

Vogliamo rinnovare il nostro impegno per le persone più fragili con la 24ª edizione di Con il Cuore, nel nome di Francesco, l’iniziativa benefica che sostiene le missioni francescane in Italia e nelle periferie del mondo. Quest’anno i fondi raccolti saranno destinati a 23 interventi in 14 Paesi, a sostegno delle mense francescane italiane e delle popolazioni colpite da guerre, povertà e carestie, dal Sudan al Libano, dal Ghana al Madagascar. In Italia, le Mense Francescane continuano a rappresentare un presidio fondamentale per migliaia di persone in difficoltà, offrendo non soltanto pasti e beni essenziali, ma anche assistenza sanitaria, supporto legale e percorsi di accompagnamento sociale. Tra le realtà sostenute figurano le mense di Milano, Rimini, Spello, Napoli e Roma. Tra i progetti di quest’anno c’è anche la Comunità San Francesco di Monselice, in provincia di Padova. Da oltre quarant’anni la Comunità San Francesco di Monselice rappresenta uno dei punti di riferimento più importanti nel territorio della Bassa Padovana per l’accoglienza e la cura delle persone che vivono situazioni di dipendenza. Una realtà nata quasi in silenzio, dall’intuizione di due frati francescani che, al termine degli studi teologici, decisero di aprire una piccola casa destinata agli emarginati, e che nel tempo si è trasformata in un ente sociosanitario strutturato, oggi parte della Fondazione Opere Il Santo di Padova.