HomeLeccoCronacaIl rito della transumanza: "Tanto affetto per noi. Ormai è come una parata"L’ultimo passaggio del pastore Andrea Galbusera con il suo gregge in città "Tanti sacrifici ma non abbiamo mai fretta, perché i tempi li detta la natura" .Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciSelfie, fotografie, strette di mano, applausi, gente alle finestre, come se Andrea, con le sue pecore, le capre, gli asini e i suoi cani in mezzo al traffico mattutino di Lecco, fosse un eroe. E forse Andrea Galbusera, 38 anni di Colle Brianza, per ora ultimo discendente di una generazione di pastori di transumanza, un eroe lo è davvero.
Le notti all’addiaccio, in autunno e d’inverno in pianura in Brianza, durante la primavera e l’estate sugli alpeggi della Valsassina; le lunghe settimane lontano da casa; gli animali da accudire; l’urbanizzazione crescente che si sta mangiando i prati dove sostare a pascolare; i pericoli della strada; il ritorno dei lupi... "Il nostro non è un mestiere, è una scelta di vita, quasi una vocazione – racconta Andrea -. Richiede tanti sacrifici e tante rinunce. Non disponiamo di molti agi né di comodità. E gli animali quando hanno bisogno, hanno bisogno. Non ci sono sabati, domeniche, feste comandante. Io però non cambierei mai il mio lavoro per nulla al mondo, grazie anche a mia moglie e ai nostri due figli piccoli che mi sostengono".











