Alla fine della prima delle cinque giornate, nella chiesa di St. Josef, sull’angolo della Kastellplatz nella e intorno alla quale si svolge il Moers Festival, alle undici di sera è in programma la Ideal Orchestra di Gellért Szabó. Illustre sconosciuto. Sax, clarinetti bassi, tromboni, tuba, organo, fisarmonica, archi, contrabbasso, coro misto di sei voci, 22 elementi più Szabó che dirige. Suonano un suo lavoro, Vom Willem und Tod: in un arco di 50 minuti, la musica si sviluppa con una esuberante impronta sinfonica, viva, trascinante, con forte e accattivante propensione melodica, grande movimento di masse sonore, brillante dinamica di pieno orchestrale e passaggi sottili; si avverte che i musicisti, piuttosto giovani, sentono la musica come loro, e suonano con entusiasmo.
St. Josef è piena e attenta: alla fine gli applausi sono quelli calorosissimi di un pubblico che ha assistito a qualcosa che non si aspettava. Con la Ideal, Szabó è la sorpresa della 55a edizione di Moers. Di origini ungheresi e polacche, ha studiato chitarra elettrica. Attiva a Lipsia, la Ideal è nata nel 2021 come collettivo di musica improvvisata, evolvendo poi in compagine sperimentale a cavallo fra improvvisazione guidata e composizioni scritte: vedendola dal vivo, non è difficile immaginare che i lavori di Szabó siano cresciuti attraverso una partecipazione collettiva. Fino a un anno fa Szabó era uno sconosciuto anche per Moers: è stato uno dei musicisti della Ideal a mettere sull’avviso il festival. Che ha avuto l’intelligenza di dare a questa esperienza un’ampia presenza nel cartellone.







