Le assoluzioni devono avere la stessa visibilità delle indagini. Questo il senso della proposta di legge proposta dal deputato di Forza Italia Enrico Costa, che ieri è passata alla Camera e ora aspetta di proseguire il suo iter in Senato. Il testo approvato prevede che le testate giornalistiche che abbiano dato notizia di un procedimento penale a carico di un imputato, debbano poi comunicare, su richiesta di questo, anche gli eventuali «provvedimenti favorevoli», cioè le sentenze di assoluzione o proscioglimento, «con rilievo adeguato allo spazio» riservato a quanto pubblicato in precedenza.
Il provvedimento andrà a modificare il Codice della privacy con l’inserimento di un nuovo articolo e ha l’obiettivo di garantire la tutela delle persone coinvolte in processi giudiziari. A palazzo Montecitorio ha avuto 127 voti favorevoli. Hanno votato insieme la maggioranza, Futuro nazionale e Azione di Carlo Calenda. Non è un caso: Costa, che ora è capogruppo di Forza Italia alla Camera, aveva presentato la proposta nel 2022, quando era ancora in Azione. Si sono invece astenuti Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi sinistra e Italia viva.
«Il principio che è alla base della proposta di legge in materia di pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento è condivisibile – ha spiegato il parlamentare del M5s Federico Cafiero De Raho -. Tuttavia, per come è scritta, la legge finisce per incidere sulla libertà di stampa, perché impone la pubblicazione della notizia, interferendo sulle scelte degli editori e dei giornalisti, a prescindere dall’effettivo interesse pubblico alla notizia». Il testo prevede inoltre che se la richiesta dell’interessato non viene rispettata, quest’ultimo può inviare una segnalazione al Garante della privacy, che ha cinque giorni per decidere se obbligare l’organo giornalistico a pubblicare. Secondo Roberto Giachetti di Italia viva si tratta di un «potere molto penetrante», che si potrebbe trasformare in una «forma indiretta di pressione sulle redazioni».











