Nel Beneventano un Bed & Breakfast su 5 è abusivo. O, se preferite, lo è il 20%: è questa la quota di attività nel Sannio che, secondo la Banca dati del ministero del turismo non ha il Cin, ossia il Codice identificativo nazionale che permette di identificare gli alloggi legali e aiuta a migliorare l’esperienza turistica.
Cos'è il codice CIN e perché è obbligatorio per i B&B
Entrato in vigore da settembre 2024, il Cin porta con sé l’obbligo di iscriversi alla Banca dati, che il ministero del turismo ha istituito per regolamentare e monitorare gli affitti brevi a livello nazionale.
Ogni alloggio ha un Cin, una «targa»: in questo modo lo Stato combatte l’evasione fiscale e soprattutto migliora la qualità del turismo, offrendo un’ulteriore tutela per i consumatori. Obbligatorio per gli immobili destinati ad affitti brevi, cioè che non superino i 30 giorni consecutivi, il Cin dev’essere indicato su ogni piattaforma o sito d’annunci, pena sanzioni amministrative. Da notare, osserva Il Mattino nell’edizione beneventana, che la provincia sannita condivide questo record negativo con Frosinone, Roma e Udine, mentre in media, nel resto d’Italia, è «fantasma» solo un un B&B su 10. Insomma, c’è qualcosina da rivedere.






