Roma, 19 gen. (askanews) – Nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2025 e il 7 gennaio 2026, il tasso medio di saturazione delle strutture ricettive italiane si è attestato al 47,8%, registrando un incremento pari a 2,6 punti percentuali rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. Un’Italia da primato, dunque, che stacca destinazioni quali Grecia, Spagna e Francia*. Una superpotenza turistica senza ombra di dubbio, ma solo per volumi, non per valore. Quando si guarda agli incassi, infatti, il confronto con i principali player europei resta penalizzante.

Secondo i dati più recenti, a fronte di 234 milioni di notti di turisti internazionali, l’Italia registra incassi nettamente inferiori rispetto a Spagna e Francia. Questo perché gran parte del valore economico generato dal turismo italiano non resta sul territorio, ma viene intercettato da piattaforme tecnologiche, software, sistemi di distribuzione e gestione dati sviluppati e controllati principalmente in Paesi extraeuropei.

Un fenomeno che pesa ancora di più in un contesto caratterizzato da offerta frammentata e bassa intensità digitale, soprattutto tra operatori indipendenti, che finiscono per sottostare alle regole di intermediari esteri per vendite, pricing, relazione con il cliente e accesso ai dati.