HomePoliticaDossier legge elettorale. L’opposizione fa muro Ma deve scegliere il leaderL’iter dello Stabilicum è ormai partito, la maggioranza non vuole perdere tempo. La riforma obbligherà anche il campo largo a designare un candidato premierElly Schlein, 41 anni, segretaria del Pd, con Giuseppe Conte, 61 anni, ex premier e leader 5 StelleRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 28 maggio 2026 – “Mi si nota di più se non mi presento proprio, o se arrivo e provo a guastare la festa?”. Il classico dilemma morettiano intrappola il Pd. Tradotto in tattica parlamentare: il 4 giugno lo Stabilicum 2.0 verrà incardinato in commissione Affari costituzionali alla Camera. L’opposizione si interroga: che fare? Alzare un muro di soli emendamenti soppressivi, sdegnando ogni compromesso, o infiltrarsi nelle crepe della maggioranza votando le preferenze? Lo scontro frontale è la via più coerente con la trincea del centrosinistra: “Improbabile collaborare”, taglia corto Giuseppe Conte, a cui fa eco Dario Franceschini (Pd): “Ci opporremo con nettezza”.
Una rigidità confermata martedì scorso, quando il presidente del Senato Ignazio La Russa ha riunito a pranzo i capigruppo offrendosi come ambasciatore per negoziare modifiche già alla Camera: “Al Senato non toccheremo palla, arriverà un testo blindato. Avviamo un confronto adesso che c’è margine?”. A riassumergli gli umori dell’opposizione è stato il capogruppo di Avs, Peppe De Cristofaro: “Presidente, vige il bicameralismo. È inaccettabile escludere il Senato a priori: il confronto si farà a Palazzo Madama, anche se pare evidente che la destra non voglia affatto discutere”. L’alternativa alla chiusura è votare un emendamento con le preferenze. Una mossa che potrebbe seminare zizzania nel campo avversario, regalando al Pd una patina di coerenza. Forza Italia e Lega sono contrarie, a FdI l’idea piace. Il problema è che tra i dem, come in tutti quelli che in pubblico le reclamano, nessuno le vuole davvero. Si vedrà: c’è qualche giorno per la scelta.








