Sofferente, il viso tirato, le gambe piantate sulla terra rossa. Parigi resta stregata per Jannik Sinner che vive al Roland Garros un altro psicodramma, dopo la finale persa un anno fa contro Carlos Alcaraz: stavolta, quando era a un passo da una vittoria anche piuttosto agevole contro Juan Manuel Cerundolo, il n.1 del tennis mondiale è stato sopraffatto da un malessere fisico, non il primo nella carriera stellare dell'azzurro. Ha chiamato il fisioterapista, è uscito dal campo è rientrato e provato a onorare il match, ma era solo l'ombra di Sinner.
E la partita che era saldamente nelle sue mani (6-3 6-2 5-1) è diventata una lenta agonia. Cerundolo ha capito che era il suo giorno fortunato e in rimonta si è preso il terzo parziale 7-5 chiudendo poi 6-1 6-1 gli altri due. Niente slam parigino insomma, l'unico che manca in bacheca per Sinner: a consegnare il trofeo quest'anno c'è Adriano Panatta, l'ultimo azzurro campione a Parigi 50 anni fa. "Ero senza energie, altre volte trovo la soluzione, ora mi sono sentito senza via d'uscita" ha ammesso il campione visibilmente provato. Dato come strafavorito sulla terra rossa parigina dopo la finale del 2025 contro Alcaraz, l'altoatesino ora si prende una pausa: niente tornei fino a Wimbledon. "Una sconfitta così è difficile da accettare, devo recuperare fisicamente e mentalmente" ha detto. Il malessere in campo, che ha fatto subito il giro del mondo, ha lasciato gli spalti ammutoliti: "Non mi sento bene, mi gira la testa, ho bisogno di vomitare" le parole di Sinner al fisioterapista, quando si è ritrovato a perdere tre game di fila in un set dominato. Medical timeout. A Sinner viene concesso di rientrare negli spogliatoi, il match si interrompe per qualche minuto. "Stanno valutando la situazione, gli misurano la pressione" le parole della giudice di sedia a Cerundolo. Sette i minuti di stop. E poi, dal suo rientro in campo, al pubblico assiepato nella fornace dello Chartrier si disvela un Sinner fantasma e lì c'è il tracollo. Il campione tiene comunque duro, prova a non mollare ma la difficoltà è palese, fino al punto che manda l'argentino al terzo turno e mette fine allo strazio.













