Roma, 28 maggio 2026 - L’Occidente ha sovrastimato l’esercito russo, e perché in realtà Mosca sta perdendo questa guerra, è quanto ha scritto l’eroe nazionale ucraino Denys "Redys" Prokopenko, generale di brigata e comandante del 1° corpo d’armata della Guardia Nazionale ucraina “Azov”, pubblicato da Ukrainska Pravda e ripreso da politico e giornalista Anton Gerashchenko.

Eroe con la Azov a Mariupol

Prokopenko è noto per l’eroica resistenza, durata 86 per giorni, a Mariupol con i suoi reparti del Reggimento Azov dagli attacchi russi, arrendendosi il 16-20 maggio 2022 ai soldati di Mosca e ai filo-russi della Repubblica Popolare di Doneck. Nell’ottobre del 2022 lui e suoi compagni sopravvissuti alla battaglia per Mariupol, attraverso accordi politici al massimo livello, furono consegnati alla Turchia, con l'accordo che avrebbero dovuto essere trattenuti fino al termine della guerra. Ma nel luglio 2023 Prokopenko e gli altri combattenti Azov sono tornati in patria per combattere. Denys Prokopenko, comandante del Battaglione Azov nell'acciaieria di Mariupol

Gli analisti occidentali hanno sovrastimato l’esercito russo

Nel suo saggio ha spiegato che gli analisti europei all’inizio della guerra, nel 2022, hanno sovrastimato l'esercito russo nel 2022. "Redys", il suo soprannome quando militava nel gruppo ultras neonazista "White Boys Club", e divenuto il suo nome di battaglia da soldato, ha sottolineato che gli esperti occidentali hanno effettuato le loro stime prima della guerra su indicatori quantitativi militari e bellici, come il numero dei soldati che Mosca poteva mandare al fronte, dei carri armati, dei bombardieri e della potenza dell’artiglieria.