La guerra non è persa per Kiev. E soprattutto non è la corsa inarrestabile che Mosca vuole far credere. L’Institute for the Study of War, il think tank di Washington che racconta giorno per giorno il conflitto, mette in guardia da una narrativa “doppiamente costruita”. Sul terreno, dove la Russia avanza con lentezza e fatica. E nelle menti, dove il Cremlino insiste sull’idea di una vittoria inevitabile per frustrare gli ucraini e indebolire l’Occidente. Nel suo ultimo rapporto, l’Isw scrive che «una vittoria militare russa in Ucraina non è inevitabile», e che «una rapida conquista russa del resto dell’oblast di Donetsk non è imminente». Due virgolettati che scardinano mesi di disinformazia russa e pessimismo occidentale. E non è un giudizio generico: l’Isw fornisce un contesto tattico preciso. I progressi russi non derivano da una nuova strategia o da un’accelerazione strutturale. Sono «in gran parte opportunistici», resi possibili da condizioni «che hanno favorito temporaneamente le operazioni russe». A cominciare dal gelo che compatta il terreno e riduce l’efficacia dei droni ucraini, rallentati dal vento e accecati dalla nebbia. Niente svolta: una somma di coincidenze stagionali, brecce tattiche e propaganda. Questa lettura arriva mentre Kiev affronta una pressione militare crescente. Nella notte, 142 droni Shahed sono piovuti su diversi oblast ucraini, colpendo Odessa e Dnipropetrovsk e provocando incendi e feriti. A Sumy un 53enne è stato ucciso dai droni. Mosca, sul fronte opposto, sostiene di aver abbattuto 118 droni ucraini sul Mar Nero e sulla Russia sud-occidentale: una cifra che rivela due realtà parallele. La prima: l’Ucraina mantiene una forte capacità offensiva nonostante mesi di scarsità di munizioni. La seconda: il territorio russo è più vulnerabile di quanto il Cremlino ammetta, con infrastrutture energetiche e nodi logistici sotto attacco. Ma è soprattutto la propaganda, la guerra ibrida cognitiva, il terreno su cui il Cremlino spinge di più. La narrativa del «crollo inesorabile dell’Ucraina» è un pilastro della strategia russa: raccontare la sconfitta come già scritta serve a logorare la resistenza interna e a fiaccare il sostegno dell’Occidente.
Ucraina, stallo al fronte: il gelo blocca i droni di Kiev, ma i russi non avanzano
La guerra non è persa per Kiev. E soprattutto non è la corsa inarrestabile che Mosca vuole far credere. L’Institute for the Study of War, il think tank di Washington che...








