L’Ucraina stringe sempre più i legami con l’Europa. Il parlamento di Kyiv approva il prestito europeo da 90 miliardi di euro, Bruxelles spinge sull’avvio dei negoziati di adesione e Stoccolma firma un accordo storico per i caccia Gripen. Ma in Italia il dossier tiene alte le tensioni politiche nella maggioranza italiana
Anche se poco si muove lungo il confine orientale ucraino, quello lungo cui si staglia la linea del fronte che separa le forze di Kyiv da quelle id Mosca, sul versante opposto sembra che si stia verificando esattamente la dinamica opposta, con le distanze tra il Paese post-sovietico e l’Unione Europea che si riducono sempre di più.
La Verkhovna Rada ha ratificato oggi l’accordo con l’Unione Europea per un prestito fino a 90 miliardi di euro destinato al biennio 2026-2027, aprendo la strada ai primi versamenti previsti per giugno. “Congratulazioni al parlamento ucraino e al team di Zelensky per la rapidità con cui hanno portato a termine il lavoro di ratifica”, è il commento scritto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. Una mossa che coincide con un’accelerazione sul fronte dell’adesione, con la Commissione europea guidata dalla stessa von der Leyen che dovrebbe presentare al Consiglio Affari generali del 16 giugno la proposta di aprire il primo gruppo di capitoli negoziali con Kyiv e Chisinau, in vista del summit dei leader del 18 e 19. Uno sviluppo che arriva dopo l’uscita di scena di Viktor Orbán e l’ascesa al governo ungherese di Peter Magyar, un cambio al vertice che ha di fatto rimosso uno dei principali ostacoli politici al processo.












