Un mondo del lavoro che invecchia, perde potere d’acquisto e si confronta con una crescente diffusione del precariato e delle diseguaglianze salariali. È questo il quadro che emerge dal report sull’occupazione e sul mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia, presentato a Udine da Michele Piga, segretario generale della Cgil Fvg, e dall’economista dell’Ires Alessandro Russo.
Tra i dati più rilevanti spicca quello sulle retribuzioni reali: tra il 2019 e il 2024 il valore medio dei salari è diminuito del 5,8% in termini reali, anche per effetto dell’inflazione del biennio 2022-2023 e di rinnovi contrattuali considerati insufficienti.
“Se il dato complessivo ha visto una progressiva crescita dell’occupazione e una tenuta nel 2025, a preoccupare è l’impatto delle dinamiche demografiche, aggravato dall’esodo dei nostri giovani, e di quelle reddituali, che evidenziano la pesante perdita del potere d’acquisto da parte dei lavoratori dipendenti. Ma preoccupano ancor di più, in prospettiva, i segnali di crisi che incombono sul manifatturiero, soprattutto dopo l’esplosione della vicenda Electrolux“, ha commentato Piga.
Un mercato del lavoro che invecchia rapidamente
Accanto al tema salariale emerge con forza quello demografico. Nonostante una lieve crescita dell’occupazione giovanile nel 2025, gli under 30 rappresentano appena il 6,7% degli occupati, mentre gli over 50 superano il 43% del totale.







