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Operazione Rewind, otto assolti: Il Tribunale di Potenza respinge le richieste avanzante del Pm Montemurro. Smantellato l’impianto accusatorio. Per Barbetta e Leuci “il fatto non sussiste”

POTENZA– Si è concluso con una clamorosa raffica di assoluzioni “perché il fatto non sussiste” e non luogo a procedere per intervenuta prescrizione il processo scaturito dall’operazione “Rewind” della Dda di Potenza che nel giugno del 2020 smantellò una fitta rete dedita al narcotraffico nel comprensorio del Vulture-Melfese. All’epoca furono emesse 15 misure di custodia cautelari. Al centro di tutto il clan Barbetta, operante nei comuni di Melfi, Rapolla e Rionero in Vulture. Secondo le relazioni della Dia (Direzione investigativa Antimafia), il gruppo avrebbe assunto un ruolo egemone nel controllo dello spaccio di stupefacenti nell’area dopo il ridimensionamento dei vecchi clan storici (come i Di Muro-Delli Gatti e i Cassotta).

Il Tribunale collegiale, presieduto dal giudice Marcello Rotondi, a latere Carmen Bonamico e Francesca Loffredo, ha pronunciato il dispositivo di sentenza smantellando l’impianto accusatorio della Procura. Il Pubblico ministero, Vincenzo Montemurro, aveva chiesto una assoluzione e otto condanne per circa ottant’anni di carcere a cui sommare i mesi accessori. Il Tribunale ha, invece, assolto Rocco Barbetta e Cataldo Leuci (entrambi difesi dall’avvocato Giuseppe Colucci) perché “il fatto non sussiste”: Per Barbetta e Leuci Montemurro aveva chiesto, 12 anni e 20 mesi per il primo e 10 anni e 15 mesi per il secondo.