È morta all’età di 55 anni Happy, una delle elefantesse più note a livello internazionale e nel tempo diventata un punto di riferimento nel dibattito sul trattamento degli animali negli zoo e sui loro diritti. La sua vicenda è lunga e fuori dal comune. Nata in libertà in Asia, viene trasferita negli Stati Uniti quando ha appena un anno di vita. Il suo nome viene preso da uno dei personaggi de “Biancaneve e i sette nani”, quello conosciuto in italiano come “Gongolo”, prima del suo arrivo nel 1977 al Bronx Zoo, dove avrebbe trascorso quasi mezzo secolo.
Durante la sua vita nello zoo, Happy è diventata anche oggetto di osservazione scientifica. Era abituata a interagire con i suoi custodi e veniva descritta come un animale molto reattivo, facilmente coinvolgibile tramite piccoli premi alimentari come frutta. Secondo il personale, arrivava perfino a comportamenti curiosi, come “nascondere le leccornie nell’orecchio per conservarle per dopo”.
L’esperimento dello specchio
Uno degli episodi più noti della sua vita risale al 2005, quando partecipò a un esperimento che mostrò come gli elefanti possano riconoscersi allo specchio, un comportamento considerato raro e legato all’autoconsapevolezza. Durante il test, Happy si mise davanti al proprio riflesso e toccò ripetutamente una “X” dipinta sopra l’occhio, visibile solo attraverso lo specchio.










