Happy allo zoo del Bronx (Foto: Getty Images)

Happy se ne è andata. All'età di 55 anni l'elefantessa simbolo della battaglia per il riconoscimento dei diritti agli animali è morta nello zoo del Bronx dove viveva da quando a un anno era stata prelevata dal suo ambiente naturale e ridotta in cattività.

Happy nella sua vita e suo malgrado, è diventata famosa in tutto il mondo principalmente per due motivi. Il primo, precedente alla sconfitta degli attivisti nel volerla far riconoscere come titolare degli stessi diritti di libertà degli umani, riguardava l'essere stata l'elefante che ha dimostrato che questa specie è in grado di riconoscersi allo specchio. Nel 2005, infatti, fu svolto uno studio in cui fu l'esempio del fatto che gli elefanti sono in grado di possedere autoconsapevolezza, un segno riscontrato solo in poche altre specie. Durante l'esperimento, Happy si posizionò di fronte al suo riflesso e usò ripetutamente la proboscide per toccare una "X" dipinta sopra il suo occhio, un segno che poteva vedere appunto solo nello specchio.

Nel 2018, poi, l'elefantessa era tornata alla ribalta delle cronache quando il Nonhuman Rights Project aveva intentato causa contro lo zoo del Bronx, chiedendo che Happy venisse riconosciuta come "persona" a fini legali per riuscire a farle vivere una vita più consona rispetto alle sue esigenze etologiche, puntando ad avere l'autorizzazione per trasferirla in un grande santuario per animali. La controversia giudiziaria andò avanti per un po' di tempo, incentrata sul principio giuridico dell’habeas corpus e sulla questione relativa alla sua estensione agli animali emotivamente complessi e intelligenti. Ma gli attivisti non ottennero il risultato sperato e Happy è rimasta per tutta la vita confinata nello zoo newyorkese. L'elefantessa asiatica è stata sottoposta ad eutanasia martedì scorso nello zoo dove ha vissuto per quasi mezzo secolo. I responsabili della struttura hanno dichiarato che alcune patologie legate all'età si sono aggravate nelle ultime settimane e che l'animale mostrava segni di un declino della funzionalità renale ed epatica. L'autopsia ha rivelato artrite e grandi tumori uterini inoperabili, impossibili da diagnosticare negli elefanti tramite esami o diagnostica per immagini secondo sempre quanto dichiarato dallo zoo.