Le Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) sono composti chimici di sintesi usati dal 1950 per rendere i prodotti resistenti ad acqua, grassi e macchie. Noti come sostanze chimiche eterne o "nuovo amianto", non si degradano in natura e si accumulano nel corpo umano, causando gravi problemi alla salute

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Il governo australiano ha intentato causa contro il colosso manifatturiero statunitense 3M, chiedendo un risarcimento di 2 miliardi di dollari australiani (1,4 miliardi di dollari Usa) per il presunto utilizzo di sostanze chimiche tossiche "persistenti" nelle schiume antincendio che hanno contaminato decine di basi militari in tutto il paese. Lo scrive la Bbc. Si tratta della più grande azione legale mai intentata dal governo, ha dichiarato il procuratore generale Michelle Rowland, poiché mira a recuperare i "costi considerevoli" sostenuti per la bonifica delle sostanze chimiche, note come Pfas, in 28 siti.

3M dichiara di non aver mai prodotto Pfas in Australia

L'azienda sostiene che 3M abbia omesso e fornito informazioni false riguardo alla schiuma e al suo impatto ambientale, assicurando loro che fosse sicura, pur sapendo il contrario. In risposta, 3M ha dichiarato di non aver mai prodotto Pfas in Australia e di aver smesso di vendere la schiuma in quel paese 20 anni fa. Nell'annunciare l'azione legale, Rowland ha affermato che il governo è determinato a ritenere 3M e 3M Australia responsabili "dei danni economici e ambientali associati alla contaminazione da Pfas". Inoltre "questa cattiva condotta ha contribuito a costi considerevoli per la difesa e per i contribuenti australiani, tra cui oltre 1 miliardo di dollari spesi finora per indagare, bonificare e mitigare la contaminazione da Pfas nei siti della difesa", ha affermato. "Non ci sono dubbi, quest'azione legale contro 3M è molto importante".