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Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Le autorità australiane chiedono oltre 1,2 miliardi di euro per l’inquinamento da «forever chemicals» nelle basi militari. La multinazionale nega e contrattacca: «Usati per anni anche dopo lo stop alle vendite»

L’Australia porta in tribunale uno dei simboli più riconoscibili dell’industria americana. Non un colosso petrolifero o una compagnia mineraria, ma la 3M: il gruppo dei Post-it gialli, dello Scotch e dei materiali industriali entrati silenziosamente nella quotidianità di mezzo mondo. Questa volta però il cuore della battaglia non sono gli uffici o le catene produttive, ma i Pfas, le sostanze chimiche ribattezzate «forever chemicals» perché praticamente incapaci di degradarsi nell’ambiente.

Canberra ha annunciato una causa da oltre 2 miliardi di dollari australiani (circa 1,2 miliardi di euro) contro il gruppo americano e la sua controllata locale. Secondo il governo australiano si tratta della più grande azione legale mai intentata dal Commonwealth. Al centro del contenzioso ci sono le schiume antincendio utilizzate per anni in 28 basi militari del Paese.