Mercoledì sono state eseguite misure cautelari nei confronti di 19 persone accusate di far parte di un sistema di scarico illegale di rifiuti nelle campagne della Capitanata, in provincia di Foggia, in Puglia. Di queste, sei persone sono agli arresti domiciliari, altre sette sono state sottoposte all’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, che è una misura cautelare non detentiva, e altre ancora sono state interdette per un anno dalla loro attività imprenditoriale. Giuseppe Gatti, coordinatore della direzione distrettuale antimafia della procura di Bari, ha definito le campagne della Capitanata «la nuova grande pattumiera d’Italia».

I rifiuti scaricati provenivano da varie province: dalla stessa Foggia, ma anche Salerno, Napoli, Benevento, Roma e Latina. Tra le 19 persone ci sono imprenditori, trasportatori e altre persone che facevano da intermediari tra chi produceva i rifiuti e chi li scaricava. Secondo la procura, attraverso questo sistema venivano regolarmente e illecitamente scaricati in campagna, e poi bruciati, rifiuti industriali e urbani destinati invece a impianti di trattamento dei rifiuti. In questo modo la aziende coinvolte avrebbero risparmiato circa 2,5 milioni di euro.